Gallivaggio: arte, fede e comunità per la rinascita del Santuario

Grande partecipazione sabato sera al Cineteatro Victoria di Chiavenna per la tavola rotonda “Custodire l’Arte e la Fede del Santuario di Gallivaggio”, incontro dedicato al percorso di recupero e restauro del Santuario colpito dalla frana del 2018.

La serata, moderata dal professor Paolo Roticci, ha rappresentato un momento pubblico di aggiornamento sui lavori in corso, ma anche un’occasione per riflettere sul valore spirituale, artistico e identitario che il Santuario continua ad avere per tutta la Valchiavenna.

Ad aprire l’incontro è stato don Andrea Caelli, arciprete di Chiavenna e amministratore del Santuario, che ha portato anche il saluto del Vescovo di Como, Oscar Cantoni. «Quello che vogliamo riconsegnare alla comunità è un segno di speranza», ha affermato, ricordando il lungo percorso affrontato in questi anni per arrivare all’avvio del cantiere.

Nel corso della serata è intervenuto anche don Andrea Straffi, direttore dell’Ufficio beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Como e delegato vescovile per i rapporti con la Soprintendenza, che ha illustrato il lavoro di salvaguardia delle opere d’arte custodite nel Santuario e il delicato recupero degli affreschi danneggiati dalla frana. Particolare attenzione è stata dedicata all’affresco dell’Incoronazione della Vergine, colpito proprio nel punto della corona di Maria, simbolo che si intende recuperare anche nel suo valore spirituale.

La parte tecnica dell’incontro ha visto gli interventi dell’architetto Mauro De Giovanni e dell’ingegnere Virgilio Scalco del DGS Studio Tecnico, incaricati dalla Diocesi di Como della direzione lavori. Sono stati illustrati gli interventi strutturali sul Santuario: consolidamento delle murature e delle volte, rifacimento completo del tetto, miglioramento antisismico e recupero delle superfici decorate.

Mario Massimo Cherido, amministratore delegato della società Lares, ha invece approfondito le problematiche conservative emerse all’interno del Santuario, legate non solo ai danni della frana, ma anche all’umidità e al degrado accumulato nel tempo. Attraverso immagini e analisi diagnostiche sono stati mostrati gli interventi di pulitura, consolidamento e recupero degli affreschi, degli stucchi, dell’organo storico e dell’altare maggiore.

Il presidente della Comunità Montana della Valchiavenna, Davide Trussoni, e il sindaco di San Giacomo Filippo, Severino De Stefani, hanno ricordato il forte legame tra il territorio e Gallivaggio, ripercorrendo i difficili giorni della frana del 2018 e il grande lavoro svolto dagli enti locali per la messa in sicurezza dell’area.

A concludere la serata è stato nuovamente don Andrea Caelli, che ha richiamato tutti al significato più profondo del Santuario: «Le mura vanno riempite di spiritualità. Un santuario va vissuto». Un invito rivolto all’intera comunità affinché il recupero di Gallivaggio non sia soltanto architettonico, ma anche umano e spirituale.